Il Parco Burcina

Sede di Cerrione (BI) 13882 – Via Roma 1- tel. 015-677276

L’Area Protetta

Carta d’identità

Il Parco Burcina è un giardino storico sito nel territorio dei comuni di Biella e di Pollone, sull’omonimo “Brik Burcina“, una dolce collinetta a ridosso delle prealpi biellesi. Ha una superficie complessiva di 57 ettari e l’escursione altimetrica va da 570 a 830 m s.l.m.
Le origini del parco risalgono alla metà del 1800 quando Giovanni Piacenza (1811-1883) iniziò ad acquistare vari terreni siti nelle parti inferiori dei versanti rivolti a sud e a ponente della collina per piantarli con sequoie (al lago), cedri dell’Atlante (a monte della sede), pini strobus e altro.
Il figlio Felice (1843-1938) per quasi 50 anni lavorò giorno dopo giorno per acquisire nuovi terreni, per tracciare strade e sentieri, per impiantare alberi e la spettacolare valle dei rododendri che a metà giugno incanta il visitatore.

E’ abbastanza sorprendente che l’industriale Felice non si avvalse di un architetto del paesaggio, ma fu lui stesso l’artefice. Di conseguenza, oltre all’aspetto botanico è di particolare rilievo la composizione paesaggistica: un laghetto romantico, le aree prative contornate da boschi come in zona Valfenera, la faggeta del Pian Plà, il viale dei liriodendri, la valle dei rododendri, l’area mediterranea, le viste sulle montagne e sulla pianura che spaziano dal Monviso all’Adamello. Il figlio di Felice, Enzo (1892-1968) nel 1950 donò il nuovo ingresso progettato dal paesaggista fiorentino Pietro Porcinai, come da volere del padre. Nei suoi ultimi 15 anni invitò alla Burcina i più famosi botanici europei.

Pochi mesi prima di morire ripiantò varie zone del parco distrutte dal tremendo vento fohn che si abbatté sulla zona nel febbraio 1967. Guido, figlio di Enzo, attualmente presiede l’Ente Parco. Dal 1934 il parco è di proprietà del Comune di Biella, che ha provveduto ad ampliarne la superficie fino ai 57 ettari attuali.
Nel 1980, con legge regionale n° 29, è stata istituita la Riserva Naturale Speciale del Parco Burcina “Felice Piacenza”.
La Regione Piemonte pone grande attenzione al parco e mai come oggi si è investito tanto: nuovi piantamenti, un meleto, un bar ristorante, la regimazione delle acque meteoriche, per citare solo alcune delle opere attuate. La nuova sede del parco dispone di una funzionale aula didattica fornita di materiale audiovisivo e multimediale, microscopio ottico, animali tassidermizzati e biblioteca di oltre 1000 volumi riguardanti tematiche naturalistiche e ambientali; inoltre l’Ente si sta fornendo di una interessante xiloteca (raccolta di campioni di legni), sia a scopo didattico che scientifico, che vuol far risaltare le caratteristiche e le proprietà di cortecce e tasselli delle diverse essenze botaniche, troppo spesso confuse e trascurate.

La Natura

La principale attrattiva della Burcina è la collezione di rododendri che occupa una conca di circa due ettari, e che tra maggio e giugno, durante la fioritura, rappresenta uno spettacolo veramente di eccezione. Sono inoltre presenti numerose conifere e latifoglie esotiche, perfettamente integrate con la vegetazione; si possono ammirare tra gli altri: l’albero dei fazzoletti, diverse cultivar di faggio, sorbo acero, prunus da fiore, pini, abeti, larici, sequoie, cipressi, oltre ad una collezione di rose antiche.
L’ingresso del parco è a Pollone, dove una fitta associazione di aceri, ontani e abeti rossi sottolinea il passaggio dall’ambiente esterno antropizzato al giardino. Salendo lungo la strada che risale il colle si incontrano, oltre al laghetto delle sequoie e la conca dei rododendri, boschetti frammisti ad ampi spazi erbosi, cascine, radure fiorite.
Di notevole interesse paesaggistico, la vista sulle montagne del biellese e sulla pianura.

L’Ambiente

Un grande bosco ed un giardino ben caratterizzato: questi sono i due aspetti, solo apparentemente antitetici del Parco Burcina. Il bosco fa da contorno e da sfondo al Parco, insieme raggiungono un equilibrio di rara bellezza. Il giardino è informale, paesistico, le piante sono disposte con apparente casualità, ad imitazione di ciò che avviene in natura: boschetti alternati a prati e radure, grandi alberi isolati; la vista a volte è chiusa da barriere verdi a volte può spaziare sia verso la pianura sia verso le montagne retrostanti. Una strada tortuosa si inerpica sino alla sommità del colle offrendo ad ogni svolta sempre nuove emozioni e sorprese.
Come nei giardini paesistici anche nel Parco Burcina sono state introdotte molte specie esotiche perfettamente inserite nel disegno generale del parco; nel bosco invece si ritrovano le latifoglie tipiche dei nostri ambienti: faggi, castagni, aceri, frassini, querce, ciliegi, betulle.

La Flora

E’ abbastanza difficile descrivere, in così poco spazio, l’estrema varietà della flora presente nel parco, si illustreranno pertanto brevemente quelle specie che possono in qualche modo incuriosire il visitatore. Senza dubbio il ruolo di protagonista spetta ai rododendri; si tratta di esemplari arborei originari del Caucaso e dell’Himalaia che offrono, a fine maggio, una stupenda fioritura dal bianco al rosa, rosso e lilla.

La Fauna

La Riserva Naturale Speciale del Parco Burcina occupa una posizione strategica per quanto riguarda il passo degli uccelli. Osservando il brich Burcina da una delle montagne circostanti, questo appare isolato tra le montagne e la pianura, luogo di sosta ideale per le specie migratrici, che qui trovano tranquillità e protezione in quanto da molti anni la caccia non è più praticata e la copertura forestale offre riparo e possibilità di cibo ad uccelli e piccoli mammiferi.